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AA. VV, La Campagne des Provinciales 1656-1658. Actes du Colloque organisé par la Société des Amis de Port-Royal et le Centre d'Etude de la Langue et de la Littérature Françaises des XVII et XVIII siècles avec le concours de la Fondation Singer-Polignac, de l'Université Paris IV-Sorbonne et du Centre international Blaise Pascal. Paris, 19-21 septembre 2007. Édition Bibliothèque Mazarine, Paris 2008, pp. 425

 

E se Voltaire et Sainte-Beuve avessero avuto ragione? E se le Provinciali fossero, in fin dei conti, il vero capolavoro di Pascal? Dopo la lunga eclisse romantica che dava la palma ai Pensieri, le Petites Lettres ritornano, dopo una ventina d’anni, sulla scena degli studi pascaliani. Così il numero 58 delle Chroniques de Port-Royal, pubblicato in occasione del trecentocinquatesimo anniversario delle Provinciali, non vuole essere un esercizio obbligato di commemorazione; esso presenta al contrario i diversi cantieri aperti in seguito ai lavori che Jean Mesnard, da parecchi decenni consacra a quest’opera. Ventotto interventi, riuniti in occasione del convegno annuale della Société des amis de Port-Royal (19-21 settembre 2007), offrono degli aspetti dell’autore delle Provinciali tanto simili quanto complementari: storici, filosofi, linguisti, letterari ci mostrano un Pascal molto differente da quell’«effrayant génie» fornitore di aforismi, così come lo sognano i romantici. Dialogista senza pari, teologo accorto, filosofo potente, moralista esigente, tale appare, da una lettera all’altra Montalte. Il presente volume c’invita a fare uno straordinario viaggio. Via via dalla sua lettura s’insinua il sentimento inatteso che le Provinciali siano un’opera sottovalutata e che, decisamente, Pascal non ha finito di sorprenderci.

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