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Un livre ne saurait guère avoir de plus grand défaut que de n’être pas lu!

                                                                                       Logique de Port-Royal 

 

 

 

Maria Vita Romeo, Le retentissement des Provinciales en Italie, Prèface de D. Descotes, Paris, Nolin, 2011, pp. 196, € 24,00.

 

Questo libro presenta al lettore francese uno studio omogeneo e critico sui caratteri teologici, morali e politici dell'influenza più significativa che Lettere Provinciali ebbero  in Italia. In questo lavoro viene messo in evidenza uno scambio culturale molto fecondo tra i giansenismi francese ed italiano, e, pertanto, offre un quadro etico-politico della diffusione delle Provinciales nella penisola italiana: una diffusione di una notevole importanza sia per l'estensione geopolitica sia per la profondità delle idee e per l'apertura culturale degli uomini di cultura che vi sono implicati.

 

 

 

 

 

 

 

 

Jean Mesnard, Sui "Pensieri" di Pascal, (a cura di Maria Vita Romeo), trad. it. di Teresa Pavone e Maria Vita Romeo, Brescia, Morcelliana, 2011, 431 p. €  30,00

 

Questo libro, presentato per la prima volta al lettore italiano, è indubbiamente un classico per gli specialisti di Pascal e del XVII secolo. Nelle dense e belle pagine di quest’opera, Jean Mesnard offre una lettura magistrale dei Pensieri, facendoci scoprire la ricchezza e la complessità - lungamente sottovalutate - dei famosi frammenti pascaliani. Così l’illustre studioso francese ci guida in un appassionante viaggio attraverso il “pianeta Pascal”, nel rigoroso e riuscitissimo tentativo di affermare il primato del testo rispetto agli arbìtri di non pochi editori e critici che, nel corso dei secoli, hanno arrecato confusione e danni nell’ordinare o nel “leggere” le carte di Pascal. E il lettore si accorgerà subito che l’attenzione prestata da Mesnard ai Pensieri pascaliani si fonda sulla sicura padronanza della materia, sulla conoscenza di prima mano delle fonti, sul metodo rigoroso di accostarsi al testo, non già per chiudersi nella mera e fredda erudizione, bensì per valutare scientificamente i Pensieri, tesaurizzando i più validi contributi provenienti dall’area filosofica, letteraria, psicologica e teologica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AA. VV., Port-Royal et la philosophie, Paris, Chroniques de Port-Royal, 2011, € 36,00

 

 

 

Organizzato dalla Société des Amis de Port-Royal e dall'Università di Catania, il Convegno Port-Royal e la filosofia si è porposto di affrontare tre argomenti: la recezione della tradizione filosofica presso l'abazia di Port-Royal, la questione dell'esistenza di una filosofia a Port-Royal ed infine l'irradiamento di questa riflessione. Di seguito riportiamo i titoli degli articoli qui pubblicati:

Laurence DEVILLAIRS et Patricia TOUBOUL. Allocution d'ouverture.

Jean LESAULNIER. Le château de Vaumurier, creuset de l'interrogation philosophique à Port-Royal.

Hélène MICHON. Le plaisir à Port-Royal.

Philippe SELLIER. Port-Royal et le platonisme.

Laurence DEVILLAIRS. L'homme image de Dieu, interprétations augustiniennes : Descartes, Pascal, Fénelon.

Domenico BOSCO. Philosophie et anti-philosophie à Port-Royal.

Paolo AMODIO. La question historiographique entre cartésianisme, anti-cartésianisme et pyrrhonisme.

Denis MOREAU. La "philosophie d'Antoine Arnauld" : un bilan.

Laurent THIROUIN. L'originalité philosophique de Pierre Nicole ?

Jean MESNARD. Philosophie de Port-Royal et philosophie de Pascal.

Alberto PERATONER. Foi et raison à Port-Royal.

Maria Vita ROMEO. L'éthique dans la Logique de Port-Royal.

Dominique DESCOTES. Port-Royal et la philosophie des mathématiques.

Hubert AUPETIT. Démystification de l'infini et poétique de l'absurde.

Hélène BOUCHILLOUX. Port-Royal et la philosophie moderne : les mots et les choses.

Patricia TOUBOUL. L'essai De la faiblesse de l'homme de Pierre Nicole et le concept contemporain de "faiblesse de la volonté".

Giuseppe PEZZINO. Conclusions.

 

 

 

 

 

 

A. Arnauld, Pierre Nicole, La Logique, ou l'art de penser, édition critique par Dominique Descotes, Paris, Honoré Champion, 2011, pp. 930, € 140, 00

 

Insieme ai Nuovi elementi di geometria e alla Grammatica generale, la Logica è il capolavoro dell'opera pedagogica di Port-Royal. Arnauld e Nicole vi realizzano una sintesi di una ricchezza ineguagliabile tra l'eredita aristotelica e scolastica, il pensiero agostiniano, l'umanesimo ed il pensiero dell'età moderna, da Descartes a Gassendi e Pascal, per creare un'arte di pensare per l'honnête homme ed un manuale di autodifesa per situazioni difficili. Attraverso il ragionamento, il metodo, la retorica e la morale, la Logica fa eco ai conflitti nei quali si è trovato coinvolto Port-Royal: attacchi antigiansenisti, polemiche con i protestanti, ed in maniera meno manifesta,  controversie sulla casistica e la probabilità. La presente edizione curata da Dominique Descotes tiene conto delle varie trasformazioni subite dalla Logica, dallo stato più antico, il manoscritto Vallant all'ultimo del 1683.

 

 

 

 

              

 

Alberto Peratoner, Pascal, Roma, Carocci, 2011, pp. 290, € 18,00

«L’uomo non è che una canna, la più debole di tutta la natura, ma è una canna pensante. Non occorre che l’universo intero si armi per schiacciarlo; un vapore, una goccia d’acqua basta per ucciderlo. Ma quando pure l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe ancora più nobile di ciò che lo uccide, poiché egli sa di morire e quale vantaggio l’universo ha su di lui. L’universo non ne sa nulla. Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. È di qui che dobbiamo risollevarci e non dallo spazio e dalla durata, che non sapremmo colmare. Adoperiamoci dunque a pensar bene: ecco il principio della morale». (B. Pascal, Pensieri)

 

 

 

 

 

 

 

 

Roberto Gatti, Politica e trascendenza. Saggio su Pascal, Roma, Studium, 2010, pp. 249, € 20,50

 

Il libro costituisce uno studio sistematico della componente politico-giuridica del pensiero pascaliano. L'interpretazione non ricalca i percorsi tradizionali della letteratura sull'autore dei Pensieri, ma tenta una strada diversa e nuova, la cui direzione consiste nel situare la riflessione politica di Pascal entro il contesto della politica moderna e nel valutare la portata di tale riflessione sullo sfondo del progressivo delinearsi di quella che è stata definita la «macchina della modernità». Ne emerge la figura di un Pascal allo stesso tempo debitore e critico delle categorie del moderno e in cui l'apertura alla dimensione della trascendenza nel senso cristiano-cattolico consente di misurare i limiti del processo di secolarizzazione che investe la prassi ed il pensiero politici in quello scorcio storico-culturale decisivo che è il Seicento. Pascal è messo in dialogo - oltre che con i maggiori rappresentanti di Port-Royal (Arnauld, Nicole, Domat) - con altri autori, tra i quali Machiavelli, Hobbes, Spinoza, Locke, Rousseau, Marx, che rappresentano punti di orientamento non eludibili se si intende vagliare, dal punto di vista teoretico, il nesso tra religione, storia e politica, tema che rappresenta uno dei fili conduttori del lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

          

B. Pascal, Pensées, opuscules et lettres, éd. de Ph. Sellier, Paris, Éditions Classiques Garnier, 2010, pp. 807, € 59,00.

Questo volume comprende i Pensieri di B. Pascal, curati da Philippe Sellier secondo la copia di riferimento di Gilberte Périer, ed undici opuscoli e lettere curati da Laurence Plazenet e Philippe Sellier.

Il tutto è preceduto da un'utile ed accurata Introduzione ad opera di Ph. Sellier, da una bibliografia, da una cronologia e dalla Vita di Pascal di Madame Périer.

Seguono un allegato sui Pensieri allo stato originario, un glossario e due tavole di concordanza: una tra le edizioni Sellier (1976 e 1991); Lafuma (1951) e Brunschvicg; l'altra tra l'edizione Lafuma (1951) e l'edizione Sellier (1976 e 1991).

                                                                                    

 

 

 

 

 

Maria Vita Romeo, Il re di concupiscenza. Saggio su Pascal etico-politico, Presentazione di Carmelo Vigna, Milano, Vita e pensiero, 209, pp. 210, 1, I rist., € 18,00.

 

A dispetto di antichi pregiudizi, Pascal è un pensatore che scruta l’uomo e la società con la speranza cristiana di chi crede che i discendenti di Adamo possano realizzare nella città terrena una giustizia meno ingiusta, per mezzo di istituzioni miranti al bene comune, e non all’interesse particolaristico di individui o di gruppi. E che Pascal non sia nemico dell’uomo si comprende dai tre Discorsi sulla condizione dei grandi, ove si delineano il profilo e l’operato del re di concupiscenza. A differenza del re tiranno, che domina con la forza, il re di concupiscenza mira al benessere degli altri. Il suo è un umanesimo imperfetto, che rimane al di qua della linea di demarcazione fra paganesimo e cristianesimo, impantanato in un mondo senza speranza e senza Dio. Da qui il necessario passaggio dal re di concupiscenza al re di carità che, riunendo in sé i valori dell’umanesimo e del cristianesimo, diventa il portatore di un pascaliano umanesimo perfetto.

 

 leggi introduzione

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R. Descartes, Œuvres complètes, nouvelle édition sous la direction de Jean-Marie Beyssade et Denis Kambouchner, Paris, tel Gallimard, 2009, pp. 816, € 17,50.

Si tratta di una nuova edizione delle opere complete di Descartes che succede alla ripubblicazione  (Vrin, 1996) de l'édition Adam-Tannery (1897-1913). Essa offre al lettore la completezza e l'integralità dei testi cartesiani ed un valido, completo ed aggioranto apparato critico conforme agli attuali criteri di ricerca specializzata. La suddetta edizione, completata da un'edizione della Corrispondenza, seguirà un piano essenzialemnte cronologico e consterà di 7 volumi. La serie non comincia con il volume I ma con il volume III.

I. Premiers écrits (Thèses de droit, Abrégé de musique, Exercices sur les éléments des solides, Notes et projets philosophique....); II. Le Monde. L'Homme. La Description du corps humain et autres écrits anatomique et biologiques; III. Discours de la Méthode et Essais (Dioptrique, Météores, Géométrie).Autres textes mathématiques. Traité de mécanique; IV. Méditations métaphysiques. Objections et Réponse. Lettre au Père Dinet;  V.Les Principes de la philosophie; VI. Écrits polémiques (Lettre à Voet, Lettre aux magistrats d'Utrecht, Remarques sur un placard). La Recherche de la vérité; VII. Entretien de Burman avec Descartes. Les passions de l'âme. Ultima verba.

 

 

 

 

Giuseppe Cantillo, Con sè/oltre sé. Ricerche di etica, Napoli, Guida, 2009, pp. 176, € 12,00.

 

L’etica contemporanea appare caratterizzata essenzialmente dalla pluralità dei sistemi di norme e valori, dalla convinzione della loro relatività spinta fino a mettere radicalmente in questione la possibilità di princìpi universali. Anche la disincantata e razionale assunzione del “politeismo dei valori” e delle sue estreme conseguenze sia teoriche sia pratiche finisce il più delle volte col condurre al prevalere di tendenze irrazionalistiche oppure all’insediarsi di una razionalità strumentale. Ma proprio le conseguenze dello sviluppo tecnologico ed economico, con la loro portata planetaria, rendono indispensabile una “bussola” etica per l’intera umanità, capace di indicare all’uomo la via per sottrarsi all’apatia politica e morale, alla chiusura singolaristica nel privato. Nel libro Con sé/oltre sé. Ricerche di etica Giuseppe Cantillo, attraverso una riflessione condotta in dialogo con alcuni autori come Troeltsch, Jaspers, Sartre, Capograssi, Guardini, Masullo, Piovani, ripropone la domanda intorno alla fondabilità dell’etica e si concentra in particolare sui concetti di “soggettività” e “intersoggettività”, di “individuo” e “comunità”, e sulle varie figure della connessione tra natura e cultura, tra ragione e storia. Tale riproposizione ha come suo necessario presupposto una teoria della soggettività che superi la prospettiva teoreticistica e ritrovi nel diltheyano principio dell’Erlebnis, nell’esperienza vissuta, la «condizione originaria di ogni esperire e conoscere, di ogni sentire, volere, valutare». La consapevolezza dell’insufficienza della concezione teoreticistica del soggetto e la contemporanea ricerca di un punto di vista che non trascuri la fattualità e l’empiricità proprie dell’esperienza, è caratteristica comune dei saggi raccolti, in particolare di quelli dedicati a Sartre e all’etica di Giuseppe Capograssi. Superare tale visione teoreticistica significa anche sottolineare che l’esistenza del soggetto non può darsi se non come co-esistenza, come rapporto intersoggettivo. Di conseguenza, proprio l’analisi di tale rapporto rappresenta uno dei motivi principali del libro, particolarmente presente sia nelle analisi dedicate a Sartre e a Capograssi, che nelle pagine dedicate al pensiero di Masullo e alla sua idea della comunità come fondamento. Come emerge dal saggio sullo storicismo esistenziale di Pietro Piovani, il rilievo conferito all’esistenza individuale e alla storicità come trama di rapporti intersoggettivi, «non deve comportare la rinuncia alla normatività»; al contrario «l’impegno etico si rivela nell’intenzione di scoprire l’“ordine ideale” nella concretezza dell’azione. È solo nella storia, infatti, nella relazione con altri e nel reciproco rispetto che il soggetto può conoscersi ed affermarsi come soggetto responsabile».

 

 

Romano Guardini, L’uomo. Fondamenti di una antropologia cristiana, a cura di Massimo Borghesi, Opera Omnia III/2, Brescia, Morcelliana, 2009, pp. 589, € 35,00.

Esce, in prima edizione mondiale, Der Mensch. Grundzüge einer christlichen Anthropologie (L’uomo. Fondamenti di una antropologia cristiana), che Romano Guardini non portò mai a compimento, malgrado l’impegno profuso.Questo secondo tomo del terzo volume dell’Opera Omnia di Guardini contiene l’Antropologia per certi versi già anticipata, ma solo in poche pagine, in quel volume che può essere considerato l’opera guardiniana di antropologia teologica: Welt und Person (Mondo e Persona) del 1939.Der Mensch viene composta tra il 1933-34 e l’estate del 1939: sono, in Germania, gli anni di Hitler, del terrore nazista e poi della preparazione della seconda guerra mondiale. L’opera che Guardini ha in mente, segnata dal confronto con «la possibilità di un secondo paganesimo», costituisce senza dubbio la sua risposta all’inquietante visione del mondo e dell’uomo affermata dal nazismo. Essa è l’opera di una vita, quella in cui sono realmente presenti tutte le istanze del pensare guardinano.Der Mensch non dà un’impostazione classico-sistematica del problema, ma offre una serie di “saggi” che, a partire da un metodo esistenziale, tendono ad approfondire l’umano avendo come stella polare il contenuto storico della fede cristiana, la figura di Gesù Cristo. Questo volume, che comprende anche degli inediti, si compone di sette parti: Introduzione e posizione del problema; L’incontro con sé e con il mondo; L’origine e la creazione; Prova, peccato colpa; Redenzione; L’esistenza cristiana; Il compimento.

 

 

Maria Vita Romeo (a cura di), Le «Provinciali» oggi, Catania, c.u.e.c.m., 2009, pp. 245, € 17,00.

A trecentocinquant’anni dalla pubblicazione delle pascaliane Lettere Provinciali, di un’opera, cioè, che scosse le coscienze dell’Europa moderna, conquistando persino le simpatie del non certo tenero Voltaire, è innegabile il bisogno di confrontarci ancora una volta con Pascal. Beninteso, pensiamo in questo caso ad un confronto autentico, che rifugga e dall’oziosa vacuità e dall’uggiosa ritualità. Torniamo dunque a quel grandissimo evento culturale europeo, non solo per realizzare un’indagine più avanzata sulle Provinciali, in modo da collocare nella giusta luce i motivi filosofici, morali e giuridici, spesso lasciati in ombra nell’accostarsi a quest’importantissima opera pascaliana; ma anche per cercare lumi che possano rischiarare qualche angolo oscuro del nostro tempo presente, consapevoli che le Petites Lettres hanno molto da offrire all’uomo d’oggi. In verità, quelle “sante lettere” non solo costituirono una micidiale macchina bellica contro la politica e la morale dei gesuiti di allora, ma rappresentano, oggi, una forte proposta di valori e di senso che merita di essere seriamente considerata.

 

 

 

 

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AA. VV, La Campagne des Provinciales 1656-1658. Actes du Colloque organisé par la Société des Amis de Port-Royal et le Centre d'Etude de la Langue et de la Littérature Françaises des XVII et XVIII siècles avec le concours de la Fondation Singer-Polignac, de l'Université Paris IV-Sorbonne et du Centre international Blaise Pascal. Paris, 19-21 septembre 2007, Édition Bibliothèque Mazarine, Paris 2008, pp. 425, € 38,00.

E se Voltaire et Sainte-Beuve avessero avuto ragione? E se le Provinciali fossero, in fin dei conti, il vero capolavoro di Pascal? Dopo la lunga eclisse romantica che dava la palma ai Pensieri, le Petites Lettres ritornano, dopo una ventina d’anni, sulla scena degli studi pascaliani. Così il numero 58 delle Chroniques de Port-Royal, pubblicato in occasione del trecentocinquatesimo anniversario delle Provinciali, non vuole essere un esercizio obbligato di commemorazione; esso presenta al contrario i diversi cantieri aperti in seguito ai lavori che Jean Mesanrd, da parecchi decenni consacra a quest’opera. Ventotto interventi, riuniti in occasione del convegno annuale della Société des amis de Port-Royal (19-21 settembre 2007), offrono degli aspetti dell’autore delle Provinciali tanto simili quanto complementari: storici, filosofi, linguisti, letterari ci mostrano un Pascal molto differente da quell’«effrayant génie» fornitore di aforismi, così come lo sognano i romantici. Dialogista senza pari, teologo accorto, filosofo potente, moralista esigente, tale appare, da una lettera all’altra Montalte. Il presente volume c’invita a fare uno straordinario viaggio. Via via dalla sua lettura s’insinua il sentimento inatteso che le Provinciali siano un’opera sottovalutata e che, decisamente, Pascal non ha finito di sorprenderci.

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Domenico Bosco (ed), Pascal e la modernità (XVII-XIX secolo), Brescia, Morcelliana, 2007, pp. 386, € 25,00.

 Blaise Pascal - matematico e scienziato, moralista e pensatore che si addentra negli abissi dell'animo umano - è un autore che per la sua poliedricità sfugge a univoche definizioni: tanto difformi sono i giudizi su di lui dopo la morte - «autorevole geniale come in più il crisma del savant» oppure «pigmeo che è stato fulminato da Dio» - quanto uniforme è la presenza della sua opera nelle riflessioni posteriori. In questo volume, Domenico Bosco raccoglie, traducendoli in italiano, le testimonianze ed i giudizi su Blaise Pascal da parte di autorevoli pensatori dell'età moderna: Pierre Nicole, Filleau de la Chaise, Pierre Bayle, Jean-Baptiste du Bos per il Seicento; Claude-François Houtteville, Voltaire, Jean-Jeacques Rousseau, D'Alembert, Condorcet per il Settecento; Chateaubriand, Maine De Biran, Cousin, Ollé-Laprune, Lachelier per l'Ottocento. Le varie interpretazioni dell'opera pascaliana, raccolte da Domenico Bosco, gettano senza dubbio nuova luce sui temi della modernità e sulla figura di Blaise Pascal in cui si rifrange la sfida stessa della modernità, nelle sue semplici e dissonanti voci.

 

 

 

Denis Kambouchner, Descartes et la philosophie morale, Paris, Hermann, 2008, pp. 370, € 26,60.

 

Si dice che Descartes riflettesse sulle questioni morali. Pertanto, tra la morale provvisoria del 1637 e l’evocazione, dieci anni più tardi, della «più alta e perfetta morale», «ultimo grado della saggezza», la sua opera in materia di morale appare discreta: dieci pagine del Discours de la Méthode, un terzo delle Passion de l’âme, una quindicina di lettere dal 1645 al 16747 costituiscono l’essenziale dei testi in nostro possesso. Questo numero discreto delle opere di morale non è un difetto. Questo libro si propone di spiegarlo, interessandosi allo statuto cartesiano della conoscenza morale e dei suoi principi: condizione del libero arbitrio, “uso delle passioni”, natura dell’amor proprio, realtà di una legge morale. Sin dalle discussioni qui proseguite sulla «morale perfetta» e sull’umanesimo, come nel confronto con Montaigne, Spinoza o Kant, il pensiero cartesiano appare cosciente dei limiti da dare ad una filosofia morale che al tempo stesso straordinariamente esatta e autenticamente utile.

 

 

 

 

Gérard Ferreyrolles, Béatrice Guion, Jean-Louis Quantin, Bossuet, Paris, PUPS, 2008, pp. 265, € 24,00.

 

Questo libro è la prima sintesi su Bossuet dopo quarant’anni – per l’esattezza dopo il Bossuet de Jean Calvet aggiornato da Jacques Truchet nel 1968. Questo anniversario ha un valore simbolico: dopo la contestazione, preludio dell’oblio, di un certo numero delle nostre glorie patrimoniali, bisognava riscoprire una figura maggiore che poteva da sé stessa emblematizzare la religione, il pensiero politico e la letteratura dell’età classica in Francia. Una tale impresa esigeva che in uno stile chiaro ed accessibile, si approfondisse la vita di Bossuet e le sue opere essenziali. A questo obiettivo hanno lavorato, esaminando Bossuet nel suo tempo, Bossuet storico, Bossuet politico e Bossuet oratore, quattro specialisti del XVII secolo: J.L. Quantin, B. Guion, G. Ferreyrolles; E. Bury.

 

 

Giuseppe Pezzino, La fondazione dell'etica in Benedetto Croce, Catania, c.u.e.c.m., 2008, pp. 437, € 18,00.

Da tempo ormai l’Occidente, dal punto di vista etico, sembra essere stato aggredito da un malefico cupio dissolvi. E la follia suicida dell’Occidente ha già portato non solo al tradimento dei valori cristiani, ma anche alla dilapidazione del migliore patrimonio laico, per galleggiare in una sorta di vuoto etico. Pertanto, nell’attuale clima di “dogmatico scetticismo”, può tornare ancora utile confrontarsi criticamente con la riflessione morale di Croce e con la sua costante e vigorosa polemica contro ogni forma di antimoralismo. Questo libro ci accompagna così nel lungo viaggio attraverso la filosofia crociana, offrendoci pagine che non solo fanno rivivere quasi un secolo di dibattito europeo tra Otto e Novecento, ma che mettono in evidenza un Croce, sinora negletto, che confronta la sua laica filosofia della libertà con la trascendenza e col cristianesimo.

 

 

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Philippe Sellier, Pascal et Saint Augustin, Paris, Albin Michel, 1995, pp. 645, € 13,00.

 

«Il XVII secolo è il secolo di sant’Agostino». Questa frase pronunciata da Jean Dagens nel 1951 troverà ampia conferma nel volume Pascal et saint Augustin edito da Philippe Sellier nel 1970. Per molto tempo si è creduto che l’autore dei Pensieri, ignorante in teologia, fosse stato solo il “segretario di Port-Royal”. Sforzandosi di adottare lo spirito stesso di Pascal per leggere sant’Agostino, Philippe Sellier, professore di letteratura francese alla Sorbonne, ha mostrato l’originalità teologica dell’autore delle Provinciali. Da allora, è impossibile sottostimare il Pascal teologo, dimenticare il modo in cui egli ha ripensato l’eredità agostiniana e misconoscere quanto egli ha contribuito a trasmettere una visione del mondo ed un certo cristianesimo che domineranno la Chiesa latina nel corso di un millennio e mezzo.